Gustavo Rol e Mussolini: quando l’occulto incontrò il fascismo
- By: Barbara Giannini
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Il 28 luglio 1927, Gustavo Rol scrisse sul suo diario, con una matita rossa, “Ho scoperto una tremenda legge che lega il colore verde, la quinta musicale e il calore. Ho perduto la gioia di vivere. La potenza mi fa paura. Non scriverò mai più nulla.” E, in effetti, nelle pagine successive si legge solo “INCUBI… INCUBI… INCUBI”.
Gustavo Adolfo Rol era nato a Torino nel 1903 da una famiglia agiata. Fu un ragazzo e un uomo colto e curioso del mondo: prese tre lauree, in economia, in legge e in biologia medica, parlava fluentemente sei lingue, ma oltre alla sua cultura, egli fu famoso soprattutto per le sue straordinarie doti di sensitivo.
Tuttora considerato uno tra i più grandi veggenti mai vissuti, molte sono le testimonianze di chi assistette ai prodigi di cui era capace, definiti spesso come autentici fenomeni paranormali.
Grazie alle sue intuizioni e ai suoi esperimenti, stupì l’Italia e il mondo per settant’anni. Tra i suoi estimatori più entusiasti ricordiamo Fellini, Zeffirelli, Buzzati, Gianni Agnelli, e vollero incontrarlo anche Ronald Reagan, J. F. Kennedy ed Einstein, il quale pare applaudisse entusiasta come un bambino assistendo ai suoi prodigi.
In tempo di guerra, nel 1939, Rol fu chiamato alle armi come capitano degli Alpini, e nel 1942 qualcuno disse a Benito Mussolini che a Torino c’era un alpino in grado di prevedere il futuro che faceva catastrofiche previsioni sulla guerra in atto, nonostante in quel momento –ricordiamolo- tutto lasciasse presagire il contrario.
Pitigrilli, scrittore e probabilmente all’epoca già collaboratore dell’OVRA (Operazione Vigilianza Repressione Antifascismo), fece reperire una lettera a Rol in cui scriveva “Gustavo, si parla in altissimo luogo di te” e poco dopo seguì una convocazione ufficiale a Villa Torlonia.
Quando fu al suo cospetto, il Duce disse senza troppi preamboli: “Mi dicono che Voi fate delle previsioni. Come va la guerra? Parlate pure liberamente.”
Rol, agitato, iniziò a tergiversare.
“Vi ho chiesto di riferirmi quello che andate dicendo ad altri. Parlate liberamente. Vi garantisco che non Vi sarà fatto alcun male”, incalzò Mussolini.
Allora Rol infine rispose: “Duce, la guerra è perduta.”
“E il Duce?”, chiese ancora Mussolini.
“Gli italiani lo allontaneranno nella primavera del 1945.”
A questo punto, Mussolini batté un violento pugno sul tavolo e si alzò in piedi: “Vedremo! Ora vada” e lo congedò.
Rol fece il saluto romano e uscì. Al colonnello e ai suoi ufficiali, che attendevano il suo ritorno, confidò preoccupato la data esatta della morte del Duce: 28 aprile 1945.
Dopo questo incontro, Mussolini salvò la vita di Rol per tre volte, poiché Hitler, ossessionato dall’occulto, aveva deciso di prendere al suo fianco il sensitivo a tutti i costi e per tre volte erano giunti comandi nazisti per prelevarlo e portarlo in Germania. Ma Rol non avrebbe mai collaborato con il Führer e il Duce gli consigliò di trovare un riparo sicuro.
Nonostante questo avvertimento, nel 1943, rifugiatosi a San Secondo di Pinerolo, egli si prodigò per salvare molte vite di prigionieri grazie alle sue doti straordinarie coinvolgendo gli ufficiali tedeschi in esperimenti come quello di rivelare particolari della loro vita o il contenuto di lettere delle loro mogli ancora sigillate. Ogni prodigio riuscito era una vita salvata. Famoso e ampiamente documentato è l’episodio in cui Rol accorse in aiuto di un gruppo di partigiani, traditi da voci nemiche, che erano stati messi al muro da un comandante tedesco. Rol cercò di convincere il comandante della loro innocenza e quando quello gli chiese come poteva esserne così sicuro, il sensitivo gli rispose “Così come sono sicuro di cosa contengono i cassetti della scrivania della sua casa ad Amburgo”, e cominciò a descrivere in modo puntuale gli oggetti riposti nei cassetti, comprese alcune lettere dal contenuto estremamente riservato. Il tenente, sbalordito e spaventato, liberò subito i prigionieri.
In un documento datato 3 maggio 1945, firmato dal sindaco di San Secondo di Pinerolo, si legge “Il coraggio da lui dimostrato in circostanze difficilissime valse a salvare la vita e i beni dei singoli e di intere comunità”.
Rol morì il 22 settembre 1994 e dietro di sé lascio la speranza e il bene prodigati a molti.
Tra i suoi pochissimi detrattori, il Mago Silvan e Piero Angela, i quali vedevano in lui nient’altro che un buon prestigiatore.
In effetti, secondo le indagini di Piero Angela e del CICAP, non è mai stato possibile dimostrare in maniera scientifica che i suoi esperimenti e le sue intuizioni fossero autentici fenomeni paranormali. Rol si giustificava dicendo che gli esperimenti non potevano avere un esito positivo se messi in atto a comando visto che erano sempre frutto di un impulso spontaneo.
In ogni caso, nonostante i tentativi di classificarlo come un semplice illusionista, di tale attributo riduttivo non riuscirono mai a convincersi coloro che avevano sperimentato da vicino le sue incredibili doti.
*Articolo pubblicato per la prima volta su Vanilla Magazine
